Siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri: Ilaria Salis non si può processare e il suo assistente/compagno pare essere un pregiudicato.

Parla la vittima ungherese dell’aggressione avvenuta a Budapest, di cui è accusata Ilaria Salis: “Ci hanno attaccato alle spalle in otto e, mentre la mia ragazza era a terra, le hanno gettato addosso una sorta di liquido infiammabile”. László Dudog è stato colpito in testa con un manganello retrattile che verrà ritrovato sul taxi in cui viaggiava, tra gli altri, l’europarlamentare. “L’immunità è una vergogna. Dovrebbe essere considerato tentato omicidio”.
A questa triste storia di violenza efferata si aggiunge ora quella dell’assistente della Salis, suo probabile fidanzato, che sembrerebbe condannato in via definitiva sempre per violenze nel 2015, dunque incompatibile con ruoli nel Parlamento europeo.
Visto che a sinistra vanno di moda le richieste di dimissioni iniziassero a dare il buon esempio. Si dimettano subito Ilaria Salis e il suo assistente.