Lavitola conferma: è il mandante dell’attentato a Ranucci

Valter Lavitola ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato e dice di averlo fatto per “tutelare l’incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta”.
Tesi bislacca e criminale.
Quindi quelli che chiedono il pizzo ai commercianti per proteggerli lo fanno per affetto? Chi rapina le banche lo fa per rafforzare la vigilanza?
Quante volte negli anni ‘70, i giornali di fronte agli omicidi di ragazzi di destra, per proteggere la sinistra farneticavano di “faida interna”? E come mai ora, nell’evidenza del ‘fuoco amico’, gli stessi ambienti tacciono?
E Sigfrido Ranucci, l’amato amico che ha costruito le sue fortune rovinando la vita altrui, era consapevole di tante fraterne attenzioni?

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