Quanto accaduto oggi è inaccettabile. Fatti di questo tipo non hanno nulla a che fare con il legittimo diritto di critica e di manifestazione del proprio dissenso. Desta profonda amarezza e sincera preoccupazione constatare che simili gesti, intrisi di odio, provengano da ragazzi che, invece di coltivare il confronto democratico e la forza delle idee, si lasciano strumentalizzare da cattivi maestri che siedono in Parlamento, funzionali ai peggiori arnesi dell’estemismo rosso. Dare vita a freddo, a inizio anno scolastico, a una sequenza di occupazioni, scioperi e cortei violenti fa capire chiaramente che la sinistra ha deciso di accendere l’interruttore dalle sue cupe segreterie per soffiare sul fuoco della contestazione.
Ancora una volta emulando altre proteste d’oltrecortina. Ma l’Italia si è comportata diversamente, sino stati impegnati oltre 10 miliardi per l’edilizia scolastica, rinnovati i contratti nazionali degli insegnanti, assunti 120mila tra docenti e personale ATA e molto altro. Niente di simile è avvenuto in Francia dove infuria la violenza studentesca. Quella di casa nostra non ha fondamenta, infatti si attacca alla politica estera e di difesa. Noi stiamo impegnando soldi messi a disposizione dell’Ue solo per il potenziamento dei sistemi di difesa, non utilizzabili per sanità e scuole come demagocicamente afferma la sinistra. Mentre quando loro erano al governo, senza che ci fossero due guerre per noi minacciose, acquistavano missili e F35 con i soldi del bilancio dello Stato. Quelli sì che potevano essere indirizzati in sanità e scuola, ma i collettivi studenteschi erano in letargo per non disturbare il governo amico. Il famoso pacifismo a gettone…
La scuola e le istituzioni hanno il dovere di educare al rispetto e al dialogo. Abbiamo già vissuto sulla nostra pelle la violenza politica. Eravamo ragazzi e oggi siamo dei sopravvissuti. A differenza di tanti giovani che hanno perso la vita. Fermatevi, fermateli, prima che sia troppo tardi.