
Da quel che io ricordi Giorgia Meloni ha dato un giudizio chiaro sulle esternazioni del Presidente americano nei confronti di Papa Leone XIV. Né ci si poteva aspettare un mazzo di rose dalla Casa Bianca. No? Ma la dinamica è chiara: azione italiana e reazione americana, non il contrario.
Sulla tempistica poi siamo alle comiche. Prima ci si lamenta che il Capo del governo non difenda il Papa, quando accade ci ha messo troppo tempo, quando la posizione viene ribadita si fa passare la vulgata che Trump molla Giorgia Meloni…
Trattare le posizioni di politica internazionale come messaggistica istantanea o come liti da cortile fa capire lo scadimento di taluni critici. Pretendono spesso la luna e quando la vedono è solo una palla da biliardo. Incommentabili.
Il governo italiano ha lavorato per diminuire l’impatto dei dazi sull’Europa, non li ha subiti passivamente né si è nascosto dietro la Von der Leyen e la competenza europea. Ha espresso il suo giudizio negativo sulla pretesa americana di annettersi la Groenlandia, è rimasto al fianco del popolo ucraino mentre si cercava di consegnare a Putin le regioni occupate coi carri armati, non ha concesso l’uso delle basi militari per bombardare l’Iran, condividendo l’orrore verso il regime degli Ayatollah ma non la guerra.
Abbiamo nei fatti materializzato il senso nobile della nostra amicizia, casomai qualcuno avesse dubbi: alleati, non servi.