
Bene il governo che dà manforte al Parlamento e cala l’asso per far acquisire ai rischi sui minori per l’uso e l’abuso delle piattaforme digitali in Europa il peso specifico che merita.
Constatare che il divieto d’accesso per i minori di 15 anni sia una “soluzione parziale” per arginare un fenomeno assai complesso quanto violento è il giusto approccio per garantire, oltre al divieto, che intanto può salvare dal baratro qualche milione di creature, misure più efficaci che responsabilizzino la scuola e sostengano le famiglie nelle enormi difficoltà che tali tecnologie stanno generando.
La dichiarazione del ministro Eugenia Roccella al riguardo è un atto di coraggio che tutti attendevano, iniziando dalle centinaia di parlamentari di ogni partito che hanno sottoscritto iniziative legislative al riguardo per impedire ai preadolescenti di accedere alla rete e di rimanerne prigionieri. Attacco a più punte dunque, si direbbe nel gergo calcistico, una di queste si conferma la certificazione anagrafica per l’accesso.