
L’avversione del Pd e dei 5stelle allo Stabilicum non è per ragioni di principi e valori. Non è per le fiducie messe, visto che lo stesso Pd quando governava utilizzò la fiducia. Né per il premio di maggioranza, tutti sanno che senza la stabilità data dal premio nessuno può aspirare a governare senza frizioni e sgambetti.
E non è neppure per il falso problema del premierato di fatto. La refrattarietà dell’opposizione a questa legge elettorale è perché da oggi si pone fine a quella vergogna tutta italiana dei governi di larghe intese, degli esecutivi nati dagli accordi di partito, delle congiure di palazzo, della tecnocrazia che passa da un condizionamento esterno al sistema dal conquistarne anche formalmente il cuore. Aver collezionato, come il Pd, il più alto numero di governi privi di mandato elettorale dimostra come questa democrazia parlamentare sia stata manipolata da poteri estranei alla sovranità popolare. A noi invece interessa rafforzare i governi di legislatura affinché lavorino il tempo giusto per sviluppare i loro programmi e tornare dopo cinque anni al giudizio della gente, a costo di dover stare all’opposizione per cinque anni. Questione di stile