No alla sharia nelle piscine di Roma e d’Italia. La mia intervista a Fanpage.

Parlo di sharia perché viene vietato agli uomini di entrare in piscina in determinate fasce orarie, per consentire alle donne musulmane di usufruire della vasca nelle modalità prescritte dalle norme islamiche. In pratica, siamo di fronte a una discriminazione di genere per motivi religiosi. Gli impianti, per quanto di proprietà privata, esercitano un’attività aperta al pubblico: come si può vietare l’ingresso a una categoria di persone? Si può fare, evidentemente, soltanto in ossequio e in genuflessione alla sharia. E per me è intollerabile che uno Stato laico si pieghi ai dogmi di una qualsiasi religione. E noi siamo e dobbiamo restare uno Stato laico.

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