
In Italia non è pensabile che si possa morire in nome della propria libertà. La nostra Costituzione, le nostre Leggi, esistono a tutela della libertà di ciascun cittadino. La sentenza definitiva che condanna i genitori e alcuni familiari della ragazza uccisa scolpisce a chiare lettere che in Italia nessuno può negare, né per fede né per cultura, la vita e la dignità dell’essere umano, uomo o donna che sia. Il caso di Saman è orribile e non riavrà la sua vita indietro, uccisa da genitori e parenti per aver rifiutato un matrimonio combinato, com’è consuetudine e cultura di alcune tradizioni e popoli, in particolare Bangladesh e Pakistan. Ma questa storia dovrebbe aprire una riflessione, partendo da una domanda: quante Saman esistono in Italia che si piegano in silenzio per paura della morte? È il momento di dire con forza che talune tradizioni, culture e usanze non avranno mai cittadinanza in Italia. Nel frattempo, spero Saman possa finalmente riposare in pace. Una piccola eroina dei nostri tempi, vittima delle sue origini