Patentino antifascista per esporre libri alla Fiera? Se sei un violento o un terrorista rosso lo avrai

L’aberrante patentino antifascista per partecipare alle fiera del libro riporta l’Italia al periodo buio del totalitarismo ideologico degli anni ’70, cui peraltro si lega l’indisponibilità di molti a dichiararsi antifascisti. Perché gli antifascisti degli anni ‘70 erano “fascisti rossi”, davano anche loro ‘patentini’, ma usavano bastoni, P38 e tritolo per rilasciarli e facevano diventare le loro vittime fascisti per reazione. I partigiani e la loro lotta di liberazione non c’azzeccavano nulla. Volevano solo imporre con la violenza sanguinaria la dittatura del proletariato e arrivarono fino alla lotta armata per giungere all’obiettivo.
Fa inorridire che la richiesta arrivi proprio dal mondo dell’editoria, un universo parallelo che negli ‘Anni ’50 e ’60 ‘censurò’ autori come Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giuseppe Berto, Dino Buzzati, autrici della levatura di Anna Maria Ortese. Tutti, e tanti altri, trovarono difficoltà a vedere pubblicati i loro libri a causa dell’ideologia dominante: che non era quella fascista ma quella comunista e marxista. Una censura che colpì anche Elio Vittorini, che pubblicando scrittori della Beat Generation, fu accusato da Togliatti di suonare il piffero per la rivoluzione inducendolo a chiudere il periodico… La rivoluzione a sinistra finisce sempre per divorare i suoi figli.
La richiesta di patentino smaschera una superiorità morale seppellita dalla storia, in base alla quale ci si permette di giudicare le opere non in base all’originalità e bellezza quanto in base all’adesione soggettiva a ideologie, rinnegando così il principio stesso della democrazia: siamo alla deriva orwelliana.
Citare poi in un allegato ai valori costituzionali la puntualizzazione antifascista senza accostarla a quella anticomunista, come indicato dall’Europa nella famosa mozione contro ogni forma di totalitarismo, consente ai signori riportati in foto di partecipare alla fiera del libro. Quelli che usano la violenza possono, quelli che la ripudiano no. Corto circuito culturale… Da ‘Libri più liberi’ ai burocrati del ministero della Verità.