Galleria Borghese, vogliono rovinarla per vanagloria

Il concorso per ampliare Galleria Borghese?
E’ solo vanagloria. Quello che penso dell’ipotesi di costruire un nuovo edificio a ridosso del gioiello barocco lo potete leggere sul Foglio di oggi, in un’intervista rilasciata a Riccardo Carlino. 

“Macché mecenatismo, su Galleria Borghese c’è solo vanagloria”. E’ severo il giudizio che consegna al Foglio Fabio Rampelli, esponente di FdI e vicepresidente della Camera, sull’unica vicenda che sembra mettere d’accordo il centrodestra con lo storico dell’arte Tomaso Montanari. Casus belli: la società Proger mette sul piatto circa un milione di euro per un concorso di architettura. L’obiettivo è trovare il progetto migliore per allargare la Galleria Borghese, regalarlo al museo e lasciare allo stato la decisione su cosa farne. L’idea è stata accolta dal comune di Roma e dal museo.

Da Rampelli no: “Non sono un reazionario, ma è un progetto scellerato. Chiunque abbia un ruolo è indotto a mettere le mani sul centro storico per passare alla storia. Un edificio a Villa Borghese avrà un’esposizione enorme. Se lo fai in periferia ci sarà un trafiletto”, dice il meloniano. Per vanagloria si entra a gamba tesa in situazioni già in equilibrio. Ma non tutto è trasformabile”. Del resto, con i vincoli storico-paesaggistici ci si scontrò lui stesso ai tempi della laurea in Architettura. “Feci un esame sulla Galleria Borghese. Realizzai un ponte pedonale che la collegava a Piazza di Siena”. E poi? “Ce l’ho incorniciato in casa mia. Non lo avrei mai realizzato”. Niente Ponte Rampelli, ma per il deputato il piano tecnico è fondamentale. “In architettura non conta solo il volume, ma anche il vuoto che c’è intorno. Ecco perché una Galleria Borghese con a fianco un edificio sarebbe meno preziosa e bella rispetto a oggi”, prosegue, pur riconoscendo le ragioni di un ampliamento. L’ingresso contingentato, la piaga del bagarinaggio, le duecento opere rimaste chiuse nei depositi. “La direttrice della Galleria Francesca Cappelletti vorrebbe esporle tutte. Non si può tacere di fronte a questo grido di dolore”. Rampelli propone due idee. “Potrebbero essere esposte a Palazzo Rivaldi, che occupa la stessa superfice della struttura che vorrebbero costruire”. Oppure? “Creare una rete di musei di livello nelle parti della città che sono sguarnite di bellezza”, dice Rampelli. “Ma, ripeto, così non passi alla storia”. Per Montanari, non proprio un amico del centrodestra, una costruzione adiacente la Galleria sarebbe simile a un’isola artificiale con spiaggia nel bacino di San Marco. “Sono d’accordo, ma già l’ho detto io”, risponde Rampelli. “Con la scusa di un presunto miglioramento si rischia di violare scenari intoccabili”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli non è ancora intervenuto. “Farà le sue scelte. C’è un mondo culturale già attrezzato per reagire: artisti, restauratori, museologi. Spero che il Campidoglio ci si confronterà”, dice Rampelli, convinto che l’idea naufragherà. “Gualtieri è intelligente. Lo stanno tirando dentro in maniera forzata”. A proposito, novità per le comunali dal centrodestra? “Non ne abbiamo parlato. Io mi sento realizzato nel mio ruolo, ma aspetterò che la coalizione decida”. Per adesso c’è un’unica certezza. “Se un sindaco di destra avesse appoggiato questa idea, da sinistra ci avrebbero dato dei barbari, gente che mangia gli spaghetti con le mani”.

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