La mia intervista sul Corriere della Sera
La posizione dei dem sulla riforma dei poteri speciali per Roma non è comprensibile. Nel centrosinistra non c’è intesa su niente

La legge ordinaria non parla soltanto di risorse, ma dell’organizzazione della città, del potere dei Municipi, del decentramento, del diritto dei cittadini a una qualità della vita dignitosa. Rispetto ai finanziamenti, tutto si può dire tranne che in questi anni il governo non abbia riempito d’oro il Campidoglio riconoscendo al sindaco il ruolo di commissario con poteri straordinari su molteplici materie e lasciandolo inaugurare tutte le opere in piena solitudine senza fargli ombra, come se fossero finanziate dal Comune e non dal governo nazionale. La postura del Pd è incomprensibile e la reazione della premier Giorgia Meloni è pienamente giustificata”
Non c’era alcun accordo sulla contestualità ma sul fatto che venisse approvata entro la fine della legislatura. La legge costituzionale ha bisogno di quattro letture, alla Camera e al Senato, distanziate di tre mesi: per la legge ordinaria bastano due passaggi, non c’è stata alcuna malizia né ritardo
Noi siamo convinti che un’autorità centrale da sola, se non accompagnata da decentramenti seri, non possa garantire la pulizia delle strade, la manutenzione del verde e la gestione di tutti i servizi dei quali necessita una metropoli moderna. Per noi il problema è come i diritti dei cittadini siano rappresentati da una legge di riforma costituzionale e siamo i primi a chiedere che ci sia una legge ordinaria: non abbiamo impresso alcun rallentamento, si tratta soltanto di una normale asimmetria.
Credo che per non far emergere una spaccatura così rilevante all’interno della coalizione, in particolare con il M5S, si sia fatta la furbata di prendere le distanze con un voto di astensione: il solito caos del centrosinistra- ha concluso il vicepresidente- dove non si va d’accordo neanche sull’ora esatta. Da parte loro un atto irresponsabile e una prova di immaturità