Lo sport educa. Se no è no…

Non c’è nulla di artefatto nel mettere in congiunzione lo sport con il rispetto della donna, lo sport aiuta a scantonare anche la più piccola e cupa tendenza all’uso della violenza, soprattutto sulla donna. Perché lo sport educa ad accettare il ‘no’. Il no nello sport è una costante. Se non riesci a fare quello che ti sei preposto è perché il tuo fisico dice ‘no’.
A maggior ragione se lo fai in compagnia o se lo fai nell’agonismo, quindi per competizione. Mai nel mondo dello sport, una prestazione non raggiunta o una gara persa corrispondono a un atto di violenza nei confronti di te stesso o di chi ha vinto ed è stato migliore di te. Lo sport non ti rinchiude dentro il mondo virtuale e ripetitivo dove tutto sembra alla portata, anche un oro alle Olimpiadi, ti mette di fronte alla realtà e ti fa convivere con i tuoi limiti. Invece l’oro lo conquista uno solo, mentre milioni di atleti si allenano come chi vince e di più, ma escono sconfitti, convivono con i ‘no’ che diventano parte integrante della propria vita.

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