
I gravissimi episodi verificatisi nelle ultime ore a Torino e Genova rappresentano un salto di qualità inquietante nell’imbarbarimento del confronto politico e sociale. Scritte deliranti come “Meloni nel mirino” – apparse a margine di una manifestazione pro Palestina, che inneggiano a un parallelo con l’assassinio del giovane attivista Charlie Kirk – sono un’offesa intollerabile alla democrazia, alla libertà di espressione e alla convivenza civile.
Allo stesso modo, l’utilizzo dell’immagine del Rettore dell’Università di Genova, Federico Delfino e del Ministro dell’Università e della Ricerca Annamaria Bernini, all’interno di sagome da tiro – bersagli veri e propri – è un gesto che non solo travalica ogni limite accettabile del dissenso, ma che richiama scenari violenti e totalitari che credevamo appartenere al secolo scorso. Fratelli d’Italia è nato e continua a esistere, per affermare le proprie idee nelle aule parlamentari, nelle piazze, nei consigli comunali e nelle università in maniera pacifica. Lo fa con fermezza, con chiarezza, ma sempre con rispetto per chi la pensa diversamente. È evidente che da parte di una certa sinistra antagonista, e di frange estremiste che oggi s’infiltrano anche nelle manifestazioni studentesche, si è invece superato il confine tra critica e odio organizzato, tra protesta e intimidazione.
Esprimo pertanto la più profonda solidarietà alla Presidente Giorgia Meloni, alla Ministra Anna Maria Bernini e al Rettore Federico Delfino, per questi ignobili attacchi. E rivolgo un appello alle istituzioni accademiche, alle autorità competenti e a tutte le forze politiche democratiche: alzate la voce. Se “il silenzio è complice”, come si sente dire da sinistra in questi giorni, è giunta l’ora di isolare i violenti, denunciare chi semina odio.