Le richieste del pres. Meloni utili a tutta l’Ue

L’Unione Europea ha un senso se riesce a essere elastica rinunciando alla rigidità avulsa dal contesto politico e storico che le sue nazioni attraversano nella sfera globale. Due guerre, una ai confini nord orientali, e l’altra ai confini del Mediterraneo, tra lo Stretto di Hormuz e il Canale di Suez, si ripercuotono sull’Italia e sull’Europa, vittima di mezzo secolo di miopia su difesa militare e approvvigionamenti energetici. Tenuta in vita solo perché acquirente robusto per il commercio di energia. Lo shock che ne sta derivando è una minaccia al benessere di tutti i popoli europei. Per questo la postura e la chiarezza del presidente Meloni possono portare beneficio a tutti gli Stati dell’UE. Occorre riformare e trasformare l’Ue, togliere ai burocrati quell’incredibile potere che gli consente di fare l’esatto opposto delle indicazioni date dal governo di Bruxelles e dal Parlamento di Strasburgo.
Occorre saper cogliere l’attimo. Insieme al ragionamento prettamente economico, resta saldamente radicato il sostegno all’Ucraina, nazione che merita di essere considerata, con tutta l’ex Europa orientale, dalla Vistola ai Balcani, spazio vitale della nostra civiltà. Per non finire fagocitati, come dichiarato dall’ambasciatore russo Alexey Paramonov, da quella che lui stesso ha definito Eurasia. L’aggressione a Kiev da parte di Putin ci ricorda che potremmo essere noi i prossimi, come già dimostrano gli innumerevoli attacchi ibridi.

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