Il bello e il buono dell’Italia.

Rapporto sulle eccellenze italiane presentato alla Sala della Lupa
Italia è la nazione più ricca in quanto a bellezza, prima al mondo per numero di siti Unesco, ben 61 siti materiali cui si aggiungono quelli immateriali ovvero culturali e antropologici. Tra Pupi siciliani, Perdonanza, muretti a secco, canto lirico, liuteria, macchine a spalla, solo per citarne alcuni, qualche settimana fa è stata inserita anche la Cucina italiana.
La nostra bellezza è di una tale portata da essere sancita come valore costituzionale all’articolo 9 secondo capoverso della Carta. Questo patrimonio produce una ricchezza pari nel 2025 a oltre 40 miliardi di euro con una crescita che è destinata ad aumentare di mese in mese. Il turismo enogastronomico di quei milioni di stranieri che visitano l’Italia e dei tanti italiani che scelgono di mangiare italiano e riconoscono la propria identità di popolo e di nazione nella filiera agricola e nella capacità di trasformarla è una realtà.
Come preservare questa nostra identità? Non siamo semplici custodi di un museo a cielo aperto ma artigiani di umanesimo. Sia il nostro un nuovo umanesimo capace di riportare la persona umana al centro del nostro agire. Riprendiamo il percorso tracciato dai nostri padri e riprendiamo a rendere il buono visibile e il bello vivibile.

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