
L’euroteppista Ilaria Salis è stata salvata a Strasburgo da un voto kafkiano, non perderà il suo seggio e godrà del l’immunità in forza di un solo voto di scarto su 700. La sinistra incredibilmente gioisce, fiera di aver offerto copertura a una probabile sprangatrice e a una sicura occupatrice seriale di case, ma il voto per quanto inefficace per farle affrontare il processo suona già come una condanna politica e morale.
Almeno chiedesse scusa, evitasse di apparire come l’ennesima cattiva maestra della sinistra estremista predicatrice di odio e utilizzi il pulpito del Parlamento europeo per dire ai ragazzi che la violenza non ha giustificazioni, chiunque sia la vittima designata.