Cinema italiano: arte che dialoga con Dio e crea ricchezza

Convegno in Sala della Regina della Camera dei deputati ‘Dove va il cinema’

Il genio è fantasia, intuizione, velocità d’esecuzione. Il cinema italiano è fatto di immense idee, non certo di finanze. Come non ritrovarsi nelle maschere di Sordi, nella grandezza di Anna Magnani o nel romanticismo di Mastroianni. Pur senza i soldi di Hollywood, il cinema italiano ha saputo portare in sale le famiglie con Risi, Totò, ha saputo conquistare i botteghini internazionali con Dario Argento, creare e conquistare nuovi generi e filoni, costruendo una poesia per immagini attraverso la magnificenza di Visconti e Antonioni o il surrealismo di Fellini. Grazie alle intuizioni di Sergio Leone, abbiamo addirittura riscritto un genere americano e trovato uno spazio nel western. Con Tornatore, Benigni, Sorrentino e Morricone, il genio italiano spazia da vicende filmiche storiche all’estetica, passando per la musica.
L’Unesco riconosce il centro di Roma come patrimonio universale così come riconosce Roma come città creativa per il cinema, dando valore culturale immenso alle nostre produzioni che hanno in Cinecittà il laboratorio per eccellenza e d’eccellenza, cuore della formazione di nuovi attori e professioni. Eppure, un’osservazione provocatoria: il cinema italiano ha da tempo ormai abdicato al cinema straniero il racconto della propria storia, salvo qualche eccezione. Saranno altri a raccontare di noi stessi: pensiamo all’ultima Odissea, capolavoro di Nolan, che ha nell’astuto Ulisse il pentimento per ciò che ha fatto, quasi in contraddizione con la nostra cultura e la cultura greca antica. Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza, scriveva Dante Alighieri per tramite di Ulisse. Il cinema ha un ruolo strategico nella produzione culturale di una nazione, non è mero strumento intrattenimento ma è esportazione della propria cultura. Finché lasceremo ad altri il compito di raccontare la nostra storia e la nostra identità saremo sempre in balia dell’azione decisoria di altri. Chi controlla il passato controlla il futuro.
Il cinema è un sistema economico che produce occupazione e proiezione internazionale, garantisce maestranze e aziende. È l’ultima arte, la settima arte, così definita dal critico Ricciotto Canudo, miracolosa summa di tutte le altre discipline artistiche, in grado di dialogare con Dio, parafrasando Fellini. L’Italia cercherà ancora una volta di esserne all’altezza”

Per ascoltare il convegno integrale clicca qui: Convegno Dove va il cinema

 

 

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